PRESENTAZIONE
|
|
PEER
- Paths for Empowerment of EU Residents
Project ref.: VS/2000/0478 |
"PEER - Paths for Empowerment of EU Residents" è un progetto finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma "antidiscriminazione"ed è stato promosso da ENAR (European Network Against Racism), dal CIE, da MRG ( Minority Rights Group international (Regno Unito), ENOW (Grecia) e dalla rete europea CCME (Churches Commission for Migrants in Europe)
Il progetto nasce dalla considerazione che una larga parte delle idee, delle proposte, dei bisogni che ONG, associazioni, comunità esprimono cade nel nulla a causa della carenza di strumenti tecnici e metodologici.
Sappiamo tutti che non basta avere delle idee o conoscere a fondo le necessità dei gruppi bersaglio di discriminazione per cambiare la loro condizione: occorre imparare a far sì che quel patrimonio si trasformi in atti concreti politici e legislativi e divenga patrimonio comune dell'opinione pubblica generale, non specialistica. Ancor più occorre che i membri di quei gruppi si impadroniscano di tali strumenti e possano parlare ed agire per sé, senza la mediazione - non importa quanto benintenzionata - di gruppi, associazioni, persone che conoscono la realtà delle discriminazioni solo dall'esterno.
In una parola, "empowerment". Lavorare in rete, costruire relazioni efficaci con il sistema delle comunicazioni, raccogliere le necessarie risorse economiche, avviare e mantenere azioni di pressione sui centri della decisione politico-amministrativa: su queste attività si costruisce la capacità del tessuto associativo di incidere sulla realtà e trasformarla. Nessuno ignora che si tratta di attività per le quali sono necessarie specifiche abilità e competenze, da costruire ed affinare attraverso azioni continue di formazione; tuttavia le esperienze in questo campo, pur spesso di alto livello qualitativo, sono ancora insufficienti e troppo spesso non collegate tra settori e paesi diversi. Il risultato è la sottoutilizzazione di una risorsa importante.
PEER si è proposto, senza arroganza ma con grandi ambizioni, di costruire collegamenti, "fare rete", per l'empowerment su due diversi piani: intersettoriale (esplorando e mettendo in contatto esperienze e conoscenze maturate e cresciute nelle battaglie contro la discriminazione religiosa, etnica e per età) e transnazionale (esplorando e mettendo in contatto esperienze e conoscenze maturate nei diversi Paesi dell'Unione Europea).
L'obiettivo a lungo termine è la costruzione, su scala europea, di un "sistema" permanente di attività mirate all'empowerment, individuale e collettivo, dei gruppi bersaglio delle citate discriminazioni. La rete ENAR (600 ONG nei 15 Stati membri) offre una base di partenza significativa.
Si tratta evidentemente di un'ambizione che richiede fasi distinte: PEER ne costituisce la prima. I suoi obiettivi specifici sono tre: la preparazione e diffusione di una "cassetta degli attrezzi" utile ad accompagnare i processi di auto-consapevolezza e a migliorare la conoscenza dei processi di decisione e dei modi per influenzarli; la costruzione di una rete di dimensione europea di esperti; la preparazione e il lancio della seconda fase, ovvero di un programma concreto e pluriennale di attività formative.Il percorso verso questi obiettivi è iniziato nei primi mesi del 2001 con al costituzione di un Comitato di pilotaggio europeo che vede la presenza dei partners del progetto. Il programma stabilito prevede due tipi di attività, intersecate e convergenti: a) la costituzione, completata nello scorso giugno, di un "gruppo europeo di esperti" incaricato di mettere a punto temi e metodi di lavoro; b) il confronto continuo, attraverso seminari locali, nazionali e regionali, delle proposte dei promotori e degli esperti con le esigenze e le esperienze delle ONG, associazioni, comunità.
Il seminario di Torino del 28 e 29 settembre scorso, organizzato dal Centro di Iniziativa del Piemonte, partner italiano del progetto, è stato il primo dei seminari regionali, inteso a offrire un'opportunità di lavoro e confronto tra organizzazioni dell'area sud dell'UE e tra esse e gli esperti e coordinatori del progetto; sarà seguito nei prossimi mesi da iniziative simili nelle aree centro- e nord-europee.
Hanno partecipato ai lavori oltre a esponenti dell' ENAR e dell' MRG rappresentanti di: Tabanca (Associazione africana di solidarietà sociale di Porto - Portogallo), Conciliation Resources (Londra - UK), COSPE, NOSOTRAS, Casa dei Diritti Sociali e Coop. Mondo unico di Firenze, Cadelaria, No.Di., ANOLF, SOS Razzismo, Comitato Italiano Helsinki e Telefono Rosa di Roma, CESTIM di Verona, Associazione interculturale Mediatori di Palermo, Associazione Orlando di Bologna