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La cooperazione internazionale allo sviluppo

Democratizzazione, stato di diritto,
rispetto dei diritti dell'uomo e sana gestione degli affari pubblici:
Il modello piemontese e le tendenze europee

 


Premessa

Negli ultimi anni, il mondo della cooperazione allo sviluppo ha vissuto un periodo di cambiamento e di parziale rinnovamento. Alla situazione di crisi politico-organizzativa a livello governativo, ha fatto da contraltare il moltiplicarsi di iniziative di solidarietà internazionale portate avanti con successo a livello locale, segno del crescente interesse della società civile per le tematiche della cooperazione e dell'educazione allo sviluppo.

Anche la città di Torino ha vissuto esperienze in questo ambito, dalla promozione di iniziative per la celebrazione del Cinquantenario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo al bando per la promozione di una cultura di pace e solidarietà nelle scuole. Parallelamente, a livello comunitario, il dibattito politico ha portato alla stesura di importanti documenti che tracciano gli orientamenti delle politiche dell'Unione europea verso i paesi terzi e gli scenari futuri delle relazioni tra Europa e Paesi in via di sviluppo. Tra le priorità assolute nelle politica di cooperazione figurano le tematiche della promozione della democratizzazione, della lotta alla corruzione e del rispetto dei diritti umani.

Le partnership con i paesi terzi e le azioni di sensibilizzazione dei cittadini comunitari su questi temi vanno dunque nella direzione della cooperazione decentrata, un modello di intervento che vede protagonisti soggetti altri dallo stato e che coinvolge in maniera diretta la società civile dei paesi partner e gli attori locali dello sviluppo, evitando i circuiti di distribuzione dello stato centrale.

Questo approccio, che intende creare reti di coordinamento che partono "dal basso" e contatti il più possibile diretti, al fine di ovviare agli inconvenienti della burocrazia ed alle pressioni politiche, mira infatti a promuovere la trasparenza e la democratizzazione; il dialogo e la conoscenza reciproca che si instaura tra le due parti dovrebbe contribuire alla crescita di una cultura della tolleranza e della pace.

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La proposta

A giudizio del CIE lo sviluppo di tali forme innovative di intervento e la vivacità del dibattito teorico sulle tematiche della cooperazione meritano uno spazio di discussione e di confronto tra quanti, addetti ai lavori e non, sono interessati a lavorare e riflettere su queste temi.

Molteplici sono infatti i soggetti che possono essere coinvolti al fine di rendere il più possibile sfaccettata e completa la discussione: le ONG, le realtà dell'associazionismo, gli enti locali, il mondo della ricerca, il mondo economico, gli esperti internazionali, le associazione degli immigrati. Intendiamo quindi dare vita ad un percorso che comprenda una serie di incontri tra i gruppi di lavoro, organizzati in seminari tematici, per permettere alle esperienze, alle opinioni e alle suggestioni di ciascuno di confrontarsi con quelle degli altri.

Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:

Il primo obiettivo ci pare di fondamentale importanza. In questo momento mancano, da un lato, azioni di sensibilizzazione sulle tematiche della solidarietà internazionale, che sono quasi esclusivamente confinate ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori e stentano a raggiungere e coinvolgere altri soggetti; dall'altro, sono altrettanto carenti la pubblicizzazione e la trasparenza sulle iniziative di cooperazione intraprese.

Molto spesso, inoltre, anche i diversi gruppi che lavorano nell'ambito della cooperazione allo sviluppo non attivano canali di comunicazione reciproca e tendono a seguire un metodo di lavoro autoreferenziale, con la conseguente mancanza di collegamento e confronto tra le esperienze e le attività di ciascuno.

Con l'apertura di un tavolo di discussione intendiamo contribuire alla crescita di tale dialogo, convinti che dalla comparazione tra approcci diversi e dalla rielaborazione di criticità, osservazioni e proposte possano nascere idee e progetti nuovi ed originali.

Il ruolo degli immigrati nella discussione è indubbiamente un elemento innovativo e a nostro giudizio particolarmente arricchente.

A Torino la presenza delle comunità di immigrati provenienti dai Paesi in Via di Sviluppo è molto forte e, nonostante le numerose iniziative che tentano di farne emergere la potenzialità come risorsa per la realtà cittadina, molto spesso vengono percepite da una parte della cittadinanza con una certo sospetto se non con aperta ostilità.

Il coinvolgimento attivo nella riflessione sulla cooperazione e sull'educazione alla pace ed allo sviluppo può contribuire in maniera incisiva alla crescita di una collaborazione con le associazioni di immigrati nella promozione di iniziative di sensibilizzazione sul territorio torinese e di progetti di cooperazione decentrata nei paesi d'origine.

L'apporto al dibattito delle comunità immigrate, che hanno spesso sperimentato in prima persona gli effetti talvolta perversi di politiche di cooperazione fallimentari è inoltre particolarmente prezioso. La conoscenza approfondita del contesto socio-economico e dei reali bisogni del paesi di provenienza, unita alla familiarità ormai acquisita delle realtà locali è indubbiamente di grande aiuto e stimolo per il percorso di lavoro che intendiamo animare.

La messa in rete dei documenti e la creazione di un forum on line, strutturato su base tematica, ci pare uno strumento agile ed immediato sia per alimentare lo scambio tra i gruppi di lavoro che per permettere a chi è interessato di seguire passo a passo il procedere della discussione e parteciparvi. Verrà inoltre fornita una lista di siti web di interesse.

Altro elemento importante è lo scambio di buone prassi a livello europeo. Gli altri paesi dell'Unione sono in molti casi più attivi nel campo della cooperazione, sia per ragioni storiche (basti pensare al caso della Francia, legata a doppio filo alle ex colonie) sia per il fatto che l'attenzione per le tematiche dello sviluppo è maggiormente radicata ed ha una tradizione di più vecchi data. La comparazione tra le esperienze locali e quelle portate avanti in altre realtà europee non può che accrescere le conoscenze reciproche e creare un'occasione di valorizzazione delle politiche e delle azioni locali e di conoscenza del dibattito europeo.

L'organizzazione del seminario, infine, vuole essere non solo il luogo dove presentare e discutere, alla presenza di esperti internazionali, i risultati dei gruppi di lavoro, ma speriamo possa rivelarsi capace di suscitare l'interesse dell'opinione pubblica su un argomento poco conosciuto, se non per episodi di sprechi e spese inutili.

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