"PAO DA VIDA" (Pane della vita)PROGETTOComune di Asti |
- Enti promotori
- Destinatari del progetto
- Descrizione delle finalità dell'azione di progetto
3.1. Descrizione della situazione locale e analisi dei bisogni che hanno mosso le azioni di progetto
3.2. Descrizione della situazione italiana che ha mosso il partner di progetto
- Obiettivi generali del progetto
- Obiettivi specifici del progetto (misurabili e verificabili)
- Descrizione delle azioni che porteranno alla realizzazione del progetto
- Descrizione dei tempi previsti
- Descrizione finanziaria del progetto
Enti promotori
Il progetto "Pao da vida" è promosso dall'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato "Alberto Castigliano" di Asti e dalla Scuola di Formazione Professionale "Pao da vida", sorta per iniziativa delle suore dell'Istituto "N.S. della Purificazione" di Asti, in Vila Epitacio Cafeteira - Sao Louis (Brasile) con la collaborazione del Centro Missionario Diocesano di Asti e dell'Associazione "Terre di Nessuno" di Asti.
Scopo del progetto è quello di dar vita ad un gemellaggio che vedrà le due scuole unite nell'intento di aprire in Sao Louis un'aula di informatica e di porre i tecnici locali nella condizione di utilizzarla al meglio.Destinatari del progetto
Destinatari del progetto sono giovani dai 14 ai 17 anni di età, che provengono dalla stessa scuola "Pao da vida" o che comunque vivono nel territorio circostante.
Descrizione delle finalità dell'azione di progetto
Descrizione della situazione locale e analisi dei bisogni che hanno mosso le azioni di progetto
Il Brasile è il primo paese del Sud America, di cui copre il 47% della superficie ed è il quinto del mondo per area geografica. La sua superficie di 8.511.996 kmq. (28 volte l'Italia) è divisa in cinque regioni naturali: Nord, Nordest, Sudest, Sud, Centro Ovest. La regione naturale che a noi interessa è quella del Nordest dove, nello Stato del Maranhao, troviamo la città di S. Louis.
La città di S. Louis presenta i grandi divari tra ricchi e poveri che caratterizzano il problema urbanistico del Brasile. Centri commerciali, quartieri dell'alta classe con giardini, piscine e guardie del corpo, si contrappongono a quartieri poveri, che si allargano a cerchi concentrici attorno alla città, fino all'estrema miseria. Dalle campagne le famiglie si trasferiscono nelle periferie della città.
E' una realtà di disoccupazione, la vita si svolge in strada, in uno dei tantissimi bar. Comincia l'ozio e per lavorare ci si arrangia anche elemosinando o prostituendosi. L'alimentazione diventa scadente e più importante si fa il consumare banalità, giocare d'azzardo, ubriacarsi. Si perde il gusto della lotta, si sviliscono i valori della famiglia ed il sentire collettivo.
In sostanza viene tolto il patrimonio delle proprie radici, della propria cultura, la persona si spersonalizza e si astrae dal contesto comunitario.
Si aggiunga a tutto questo il giro della droga e il commercio di stupefacenti e si potrà avere un quadro della realtà in cui i bambini abitanti delle favelas sono costretti a vivere.
Nel Nordest il 75% dei giovani vive in famiglie dove il reddito mensile è di metà salario minimo, cioè di circa 100.000 lire mensili. Il 12% dei ragazzi vive in famiglie senza padre. Il 60% dei bambini piccoli, con meno di un anno di età, vive in case dove non esiste l'acqua, dove non esiste servizio igienico, dove non esiste fognatura.
Da questa situazione emerge che il 20% degli adolescenti tra i 10 e i 14 anni lavora già, purtroppo sovente in un contesto di maltrattamenti e di schiavizzazione.
La frequenza scolastica è per questi piccoli l'unica possibilità di poter aspirare ad una vita più dignitosa, ma l'educazione scolastica è uno dei maggiori problemi sociali del Brasile. L'istruzione media non supera i 3,5 anni di scuola, la metà della media mondiale. Il 27,3% dei bambini non frequenta la scuola. Il 21% degli analfabeti sono ragazzi dai 7 ai 17 anni. Più del 40% dei bambini e adolescenti dai 12 ai 15 anni non ha quattro anni di scuola completa. Nel Nordest la percentuale è del 65% Solo il 28% dei giovani fino a 18 anni completa la scuola media. Nel Nordest la percentuale è del 5%.
A tutto questo si aggiunga la scarsa preparazione degli insegnanti e la mancanza di strutture didattiche; in una scuola i ragazzi si alternano in media in tre turni, uno al mattino, uno al pomeriggio ed uno la sera.
Nel quadro generale della situazione locale si colgono le motivazioni che hanno portato all'apertura della scuola "Pao da Vida". La mancanza di lavoro provoca povertà materiali e disgregazione delle famiglie. I padri sono spesso lontani in cerca di un lavoro che difficilmente la situazione di diffusa povertà può offrire. Le madri provvedono alla sopravvivenza dei figli con lavori saltuari che le portano comunque fuori casa per quasi l'intera giornata.
I ragazzi sono abbandonati a se stessi e vivono sulla strada incorrendo in tutti i pericoli che questa comporta: prostituzione, consumo di "colla", piccola delinquenza, pericolo di caduta nella rete dei cacciatori di organi. Grazie alla frequenza scolastica è possibile offrire a questi ragazzi la possibilità nell'immediato di una condizione di vita migliore (un pasto, locali accoglienti in cui crescere sereni, adulti disponibili ad un'opera di educazione comprensiva dei loro bisogni) e, per il futuro, di costruirsi un'esistenza dignitosa.
I corsi professionali , ai quali ora punta la scuola, daranno loro modo di sviluppare le capacità per inserirsi con professionalità nel tessuto lavorativo e di divenire promotori, un domani, del sorgere di quella piccola imprenditoria che oggi è quasi totalmente assente nel contesto economico del paese.
Descrizione della situazione italiana che ha mosso il partner di progetto
L'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato "Alberto Castigliano" di Asti è una scuola che cerca di aprirsi sempre più alle effettive esigenze del tessuto lavorativo territoriale ed extraterritoriale, tenendo anche in considerazione la crescita umana dei ragazzi che la frequentano.
Il bisogno di cultura che permea la nostra società è presente in misura sempre crescente negli Istituti Professionali che, pur proponendosi di fornire una competenza tecnica specifica, non possono esimersi dal compito di preparare culturalmente gli allievi ad inserirsi nella società attuale con un adeguato livello di conoscenze globali e di consapevolezza critica.
I giovani che dopo la scuola dell'obbligo hanno optato per una preparazione professionale a breve termine e per l'inserimento rapido nel mondo del lavoro non intendono certo abdicare al loro diritto alla conoscenza, ed i docenti di materie umanistiche sono ben consapevoli dell'importanza del loro compito.
La trasmissione del sapere, o meglio, dei saperi, tuttavia non avviene soltanto nella scuola, ma seppur disordinatamente e senza criteri metodologici, è attuata oggigiorno anche attraverso i media in cui il giovane è immerso quotidianamente.
L'attività didattica del docente dunque assume un'importanza particolare, perché, oltre a fornire le competenze specifiche inerenti ad ogni disciplina, dovrà dare un "rinforzo" intellettuale e psicologico allo studente nella sua età evolutiva da ragazzo o ragazza a uomo o donna, affinché possa muoversi con sicurezza nel mondo e nell'ambiente di lavoro, non soltanto mettendo in pratica le abilità professionali acquisite, ma anche operando scelte consapevoli come persona e come cittadino.
Tra le motivazioni che hanno spinto alla realizzazione di questo progetto:
- il riconoscimento dell'informatica come mezzo oggi indispensabile per qualsiasi inserimento lavorativo
- il riconoscimento della necessità di vivere le relazioni umane in un modo totalmente nuovo, vista la caduta sempre più accentuata dei vincoli spazio-temporali
- la ricerca di aperture capaci di dare ai ragazzi che frequentano la scuola oltre ad una formazione professionale capace di inserirli al massimo nel mondo del lavoro, anche una formazione umana capace di aprirli, attraverso lo scambio di informazioni e conoscenze, alle complesse realtà e problematiche del sud del mondo. Apertura oggi indispensabile per vivere correttamente in una società che sempre più diviene multirazziale, senza paure o coltivazione di estremismi che oggi sono, purtroppo, pericoli concreti
Obiettivi generali del progetto
In Brasile
Di rendere operativa nella scuola "Pao da Vida" in Brasile, un'aula di informatica dove i ragazzi possano avvicinarsi alle nuove tecnologie della rete informatica con lo scopo di acquisire una professionalità che possa inserirli dignitosamente nel mondo del lavoro aprendo loro prospettive di vita migliori. L'ambiente di apprendimento che si vuole rendere operativo è di tipo costruttivista (vedi allegato 1)
In Italia
Il lavoro di collaborazione che va a svilupparsi tra le due scuole intende coinvolgere al massimo gli alunni dell'Istituto attraverso una serie di incontri volti a promuovere una corretta informazione sulle situazioni economico-sociali dei paesi in via di sviluppo, Brasile in particolare, ed a sensibilizzare su un solidale e rispettoso rapporto con le altre culture L'Istituto è inoltre aperto ad ogni altra forma di solidarietà dai ragazzi stessi promossa
Obiettivi specifici del progetto (misurabili e verificabili)
L'I.P.S.I.A. "Castigliano" di Asti si propone:
- di provvedere all'attrezzatura dell'aula di informatica della Scuola Professionale "Pao da vida" con l'acquisto di:
- n. 14 Personal Computers con caratteristiche idonee alle mansioni che andranno a coprire e che meglio saranno elencate al punto 9 del progetto
- n. 1 Server
- n. 1 Modem
- n. 1 Hub
- n. 1 Scanner
- n. 2 Stampanti
- ogni accessorio necessario al buon funzionamento dell'aula
- di coinvolgere le classi dell'Istituto in un'attività di formazione/informazione che permetta ai ragazzi di partecipare più attivamente al progetto e di gestire un'attività di scambio via Internet, almeno bimestrale, con gli alunni della Scuola di Sao Luis
- formazione di n. 2 insegnanti che assumeranno l'onere di recarsi nella Scuola "Pao da vida" per ultimare con tecnici in loco la preparazione dell'aula stessa e la formazione di chi guiderà didatticamente l'esperienza
Legge 19 marzo 1993, n.68
La Legge citata all'art.19 comma bis recita: "I Comuni e le Provincie possono destinare un importo non superiore allo 0,80 per cento della somma dei tre titoli delle entrate correnti dei propri bilanci di previsione per sostenere programmi di cooperazione allo sviluppo ed interventi di solidarietà internazionale"Legge regionale 17 agosto 1995, n.67
"Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale"
La Scuola da inoltre la propria disponibilità ad accompagnare qualsiasi proposta idoneamente presentata da alunni o personale per reperire fondi necessari alla realizzazione del progetto.
1. Mondialità - rapporti Nord/Sud del mondo
2. Situazione socio politica dell' A. Latina con particolare riguardo al Brasile
3. Importanza del mezzo informatico posto a servizio della mondialità.
Descrizione dei tempi previsti
Descrizione finanziaria del progetto
La spesa per la copertura finanziaria del progetto si considera approssimativamente come appresso indicato:
SCHEMA SPESEn. 14 Personal computer 35.000.000n. 1 Modem 210.000n. 1 Hub 1.000.000n. 1 Scanner 300.000n. 2 Stampanti 1.500.000n. 1 Server 3.500.000Vari 500.000Totale previsto
42.010.000Responsabile progettuale per la Scuola "Pao da Vida"
Maria Armida Terraneo
Preside
Antonio PaviglianitiAllegato 1
AMBIENTE DI APPRENDIMENTO COSTRUTTIVISTA
Ogni ambiente o setting educativo è composto da due elementi essenziali:
In maniera più dettagliata possiamo riconoscere in un ambiente di apprendimento:
- Uno spazio fisico (aula, laboratorio, palestra, ludoteca);
- Un insieme di attori che vi agiscono (studenti, insegnanti, istruttori, esperti);
- Dei comportamenti concordati;
- Una serie di regole o vincoli, etero o autodefinite;
- Attività o compiti assegnati o concordati;
- Tempi di operatività;
- Un insieme di strumenti oggetto di osservazione, manipolazione, lettura, argomentazione da parte degli attori;
- Un clima determinato sia dalle precedenti relazioni che dallo sviluppo di attività e compiti;
- Un insieme di aspettative;
- Un modo di vedere se stessi;
- Lo sforzo mentale impegnato nei processi di apprendimento.
Tutti questi elementi interagiscono sinergicamente e nessuno di essi dovrebbe essere studiato e valutato solo in modo analitico, ma anche in stretto rapporto con gli altri, con un approccio sistematico.
Il termine "ambiente di apprendimento" è comunque legato ad una concezione o "filosofia" educativa costruttivista, che pensa alla conoscenza come ad un insieme di significati costruiti attraverso l'interazione con il proprio ambiente e che concepisce l'insegnamento come un continuo incoraggiamento e sostegno offerto allo studente attraverso l'allestimento di un ambiente ricco di strumenti e risorse; in prospettiva situazionista l'apprendimento diventa "acculturazione", cioè appropriazione dei modi di vedere ed agire di un gruppo di cui si è elementi integranti e attivi sin dall'inizio (PLL), e l'insegnamento (per modellamento, reciproco, tra pari, ecc..) si identifica con la partecipazione stessa alle attività quotidiane di una comunità.OBIETTIVI EDUCATIVI CHE DOVREBBERO GUIDARE LA PROGETTAZIONE DI AMBIENTI COSTRUTTIVISTI
- Favorire l'esperienza attraverso il processo di costruzione della conoscenza, che aumenta negli studenti responsabilità nella scelta degli argomenti di indagine, dei metodi e delle strategie con cui apprendere e risolvere problemi, attribuendo all'insegnante il ruolo di facilitatore;
- Promuovere esperienze di comprensione e verifica mediante molteplici prospettive, attraverso la ricerca di modalità differenziate di risolvere lo stesso problema;
- Inserire l'apprendimento in contesti realistici e rilevanti, per permettere di accrescere la capacità di trasferire l'apprendimento scolastico a contesti di vita reale;
- Incoraggiare il possesso e l'espressione nei processi di apprendimento, lasciando gli studenti partecipi nella definizione delle finalità e degli obbiettivi d'apprendimento nell'identificazione di questioni e direzioni da prendere, e attribuendo all'insegnante il ruolo di determinare cosa sarà appreso e quello di offrire consulenza per il raggiungimento degli obbiettivi autodefiniti (apprendimento centrato sullo studente);
- Inserire l'apprendimento in un'esperienza sociale (con pari, insegnanti e altri adulti), naturale contesto dello sviluppo cognitivo;
- Incoraggiare l'uso di molteplici modalità di rappresentazioni, con l'uso di più media e linguaggi e non solo quello orale e scritto;
- Promuovere l'autoconsapevolezza del processo di costruzione della conoscenza, cioè conoscere come noi conosciamo attraverso attività riflessive, metacognitive e di automonitoraggio sui processi nel loro svolgersi.