Centro di iniziativa per l'Europa del Piemonte

Tolleranza zero contro lo sfruttamento dell'attività lavorativa

I consumatori spesso non sanno che i prodotti alimentari che consumano o gli indumenti che acquistano possono essere stati prodotti da persone che lavorano in condizioni di sfruttamento grave dell'attività lavorativa. Una nuova relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) mostra che, sebbene la legislazione comunitaria proibisca determinate forme di sfruttamento grave dell'attività lavorativa, i lavoratori che si spostano all'interno dell'Ue o che vi migrano rischiano di diventarne vittime. Ciononostante, il reato di impiegare un lavoratore migrante in condizioni lavorative di particolare sfruttamento è punibile in alcuni Stati Membri con una condanna massima inferiore a due anni, una pena che non riflette la gravità delle violazioni dei diritti fondamentali commesse.

 

Leggi il comunicato stampa della FRA: Tolleranza zero contro lo sfruttamento dell'attività lavorativa

I crimini razzisti sono un problema serio e crescente in tutta l'Ue

Le organizzazioni della società civile segnalano in tutta l'Ue un aumento dei crimini razzisti nel 2013, in particolare contro minoranze etniche nere e asiatiche, rom, ebrei e musulmani - o persone percepite come tali. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Ombra di ENAR (European Network Against Racism) sui crimini razzista in Europa, che copre 26 paesi europei. Un totale di 47.210 crimini razzisti sono stati ufficialmente registrati, ma questa è solo la punta dell’iceberg, dato che molti Stati membri dell'Unione europea non registrano né segnalano correttamente i crimini a sfondo razziale.

"Il crimine razzista è una delle peggiori conseguenze del razzismo, una minaccia per la vita delle persone sulla sola base della loro, reale o percepita, origine etnica o religione, e non dovrebbe restare impunito", ha detto la Presidente di ENAR Sarah Isal. "È necessaria una reale volontà politica per garantire una migliore segnalazione, registrazione e sanzione dei reati di matrice razzista. Gli Stati membri dell'UE devono intensificare i loro sforzi in questo settore".

 

Il Rapporto Ombra relativo al 2013 è stato presentato lo scorso 6 maggio.

 

Scarica (qui sotto) il comunicato stampa (in italiano) e i key-findings (in inglese).

 

Per maggiori informazioni, contatta l'ufficio stampa di ENAR:

Georgina Siklossy, Comunicazione e Ufficio Stampa

Tel: +32 (0) 2 229 35 70 - cell: +32 (0) 473 490 531 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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